Analisi Stabilometrica
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Analisi Stabilometrica

La Stabilometria è un esame che permette di valutare e misurare l’equilibrio attraverso una pedana computerizzata.L’esame stabilometrico viene utilizzato per lo studio della postura del soggetto, valutando la distribuzione delle forze verticali sul piano di appoggio e misurando la stabilità del soggetto. Serve per stabilire se un determinato tipo di stazione eretta rientri nei limiti della normalità.

Nell’ambito patologico contribuisce principalmente alla diagnosi dei disturbi dell’equilibrio (vestibolopatie periferiche o centrali, disturbi cerebellari, lesioni corticali, disturbi dell’apparato visivo, malattie osteo-muscolari);

La stabilometria statica computerizzata è un esame oggettivo rivolto allo studio quantitativo delle oscillazioni posturali attraverso una pedana computerizzata. Questo esame valuta le oscillazioni compiute dalla persona quando sta in piedi, in condizioni di calma e in assenza di perturbazioni. Il mantenere la posizione eretta per ogni uomo è un momento dinamico e non statico. Il controllo della postura e dell’equilibrio, richiede una complessa interazione di afferenze sensoriali, motorie e processi del sistema nervoso centrale. Per mantenere l’equilibrio il nostro cervello deve coordinare le afferenze dei sistemi visivo, vestibolare e somatosensoriale.

La pedana permette di misurare la posizione media del centro di gravità del corpo umano e dei suoi piccoli movimenti di aggiustamento intorno a tale posizione, con un errore dell’1%. Serve per studiare la strategia posturale del paziente e quali movimenti esso debba compiere per mantenere l’equilibrio. La pedana stabilometrica è l’unico strumento in grado di valutare scientificamente tale comportamento.

Come nella valutazione clinica della postura, la prova stabilometrica viene eseguita in differenti condizioni:

  • occhi aperti in appoggio sulla pedana
  • occhi chiusi in appoggio sulla pedana
  • con capo retto ma posizionando dei rulli di cotone tra le arcate dentarie in modo da determinare lo svincolo dell’articolazione temporomandibolare.

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